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	<title>Scienze dello Sport</title>
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	<description>Ricerca e scienza applicata allo Sport</description>
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	<itunes:summary>Ricerca e scienza applicata allo Sport, interviste ed approfondimenti con atleti nazionali, tecnici e ricercatori</itunes:summary>
	<itunes:author>Scienze dello Sport</itunes:author>
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	<managingEditor>info@scienzedellosport.it (Scienze dello Sport)</managingEditor>
	<copyright>Copyright &#xA9; Scienze dello Sport 2011</copyright>
	<itunes:subtitle>Voci del Nuoto</itunes:subtitle>
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		<title>Scienze dello Sport</title>
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		<title>Scienze Motorie, alla base del movimento</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Scienze Motorie, un settore del nostro ordinamento universitario che offre la professionalità nel movimento, nell&#8217;attività motoria, fisica e sportiva. Scienzedellosport.it crede che in questo settore ci sia ancora una confusione generalizzata dove persone prive dei minimi requisiti di professionalità possano operare senza poter garantire esperienza, conoscenze e risultati che puntino alla prevenzione ed al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Scienze Motorie, un settore del nostro ordinamento universitario che offre la professionalità nel movimento, nell&#8217;attività motoria, fisica e sportiva.</p>
<p>Scienzedellosport.it crede che in questo settore ci sia ancora una confusione generalizzata dove persone prive dei minimi requisiti di professionalità possano operare senza poter garantire esperienza, conoscenze e risultati che puntino alla prevenzione ed al miglioramento dello stato di salute.</p>
<fb:like href='http://www.scienzedellosport.it/scienze-motorie-alla-base-del-movimento/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><span class="fb_share"><fb:like href="http://www.scienzedellosport.it/scienze-motorie-alla-base-del-movimento/" layout="box_count"></fb:like></span>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Detraining Increases Body Fat and Weight and Decreases VO2peak and Metabolic Rate</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 20:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Disallenamento dal nuoto incrementa la massa grassa, il peso e decrementa il V02 di picco ed altri parametri metabolici. E&#8217; di uso comune per i nuotatori agonisti, anche delle fasce giovanili, di riposare un mese dopo le gare di fine stagione. Cosa succede dopo questo mese non è stato sufficientemente indagato, soprattutto nei nuotatori. Questa ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Disallenamento dal nuoto incrementa la massa grassa, il peso e decrementa il V02 di picco ed altri parametri metabolici.</p>
<p>E&#8217; di uso comune per i nuotatori agonisti, anche delle fasce giovanili, di riposare un mese dopo le gare di fine stagione. Cosa succede dopo questo mese non è stato sufficientemente indagato, soprattutto nei nuotatori.</p>
<div class="woo-sc-box tick  rounded ">
<h3>Detraining Increases Body Fat and Weight and Decreases VO2peak and Metabolic Rate</h3>
<h4>Ormsbee, Michael J; Arciero, Paul J</h4>
</div><a href="http://journals.lww.com/nsca-jscr/Abstract/publishahead/Detraining_Increases_Body_Fat_and_Weight_and.98599.aspx">Questa ricerca</a> indica i parametri più evidenti che si sono modificati nei nuotatori. Una ricerca che può dare un contributo all&#8217;allenatore nella valutazione dei tempi di &#8220;ripresa&#8221; che evidentemente dovranno essere necessariamente più lunghi di quanto in realtà si pensa comunemente.</p>
<h3></h3>
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		<title>Dilemma del nuoto e del fitness: fare quel che piace e non avere risultati</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[nuoto]]></category>
		<category><![CDATA[scienze motorie]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un dilemma che in tanti hanno avuto: andare in palestra o in piscina, faticare e stancarsi e non ottenere nulla. L’abbandono per demotivazione è la prima causa che porta le persone a smettere l’attività fisica, ritenuta inutile. A livello psicologico rafforza la convinzione che “non ci sono rimedi” al proprio stato fisico (sovrappeso, scarsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ un dilemma che in tanti hanno avuto:</strong> andare in palestra o in piscina, faticare e stancarsi e non ottenere nulla.<br />
L’abbandono per demotivazione è la prima causa che porta le persone a smettere l’attività fisica, ritenuta inutile.<br />
A livello psicologico rafforza la convinzione che “non ci sono rimedi” al proprio stato fisico (sovrappeso, scarsa tonicità, mobilità ridotta etc) proprio perché prima di abbandonare si è andati in palestra, si son seguiti scrupolosamente i corsi, ma nulla è accaduto.</p>
<p><strong>Quindi la piscina o palestra non servono?</strong> Assolutamente si. Non è la piscina o la palestra che fanno la differenza, ma cosa si fa ,si.</p>
<p>Focalizziamoci sulle piscine e sgombriamo il campo agli equivoci: <strong>si devono ottenere risultati.</strong> Sempre</p>
<p><strong>Se questo non accade, il problema c’è</strong>. Ma il più delle volte non è il vostro.</p>
<p>Questo accade perché il benessere, la ricerca e la specializzazione sono stati quasi “sopraffatti” dal marketing: corsi dai nomi fantasiosi e di sicuro appeal, attrezzi dal design innovativo, ed istruttori con titoli di “super magic trainer” hanno fatto perdere di vista l’obiettivo, l’efficacia dell’attività, ed hanno imposto solo lo show: andare in palestra per fare quel che piace.</p>
<p><strong>Uscire felici e contenti dalla piscina, non è fantastico?</strong> Certamente si, e se il vostro obiettivo è la socializzazione, il divertimento e nulla più.<br />
Se è questo che cercate iscrivetevi con molta sicurezza in uno dei corsi più “attraenti” che si trovano nella vostra città, meglio se il Presenter è alla moda e ci si diverte: risultato assicurato.</p>
<p><strong>Ed invece?</strong> Se il vostro obiettivo è lavorare sui risultati, che son solo vostri e personali, allora questo tipo di corsi non va bene, sarà tempo perso ed abbandonerete al secondo mese.</p>
<p><strong>Perché questo?</strong> Perché, se volete ridurre il sovrappeso ad esempio, ridurre la massa grassa ed incrementare la magra non è questione di “attrezzo” ma di programma di allenamento.<br />
Il vostro fisico dovrà essere completamente cambiato, dovrete perdere chilogrammi di massa adiposa e mettere un tono muscolare che vi garantirà forme slanciate, aumento del metabolismo e ritrovata efficacia nei movimenti.<br />
<strong>Se l’allenamento è personalizzato</strong> e studiato su misura per voi ritroverete il gusto dello “star bene”, di sentirvi in forma e, gia la mattina, vi sentirete pieni di energie.<br />
<strong>Anche la motivazione crescerà</strong> perché l’allenamento, quello vero, porta ad una secrezione endogena, benefica, di catecolamine che renderanno il tutto ancora più piacevole.</p>
<p><strong>Avete mai avuto questi benefici?</strong> Se la risposta è no, non preoccupatevi. Avete solo sbagliato a non chiedere alla persona giusta, che magari c’è anche nella stessa piscina che frequentate: il Laureato in Scienze Motorie.<br />
A lui, ed in maniera più avanzata agli Specialisti, sono demandate le competenze per “cambiare” il vostro fisico e farvi raggiungere i risultati.</p>
<p>Perché passare dal fare quel che piace, a fare quel che serve, è richiesta una competenza che si acquisisce in anni di studio e che si basa su ricerche scientifiche.</p>
<p>Se poi trovate il Dott.Rossi che, oltre alla laurea, riesce anche a render piacevole “quel che serve”, i vostri risultati saranno ancora più entusiasmanti. Ed allora, buon lavoro!</p>
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		<title>Allenamento individuale e personale, a distanza</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/allenamento-individuale-e-personale-a-distanza/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 14:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; nato negli USA da qualche tempo e si sta diffondendo in Europa ed Italia, ma cos&#8217;è l&#8217;allenamento a distanza? Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che non è il &#8220;tempo&#8221; dedicato all&#8217;attività fisica ma &#8220;la qualità&#8221; e la &#8220;personalizzazione&#8221; che fanno la differenza. Quindi per ottenere il proprio obiettivo, che sia il semplice dimagrimento o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato negli USA da qualche tempo e si sta diffondendo in Europa ed Italia, <strong>ma cos&#8217;è <a href="http://www.scienzedellosport.it/allenamenti-individuali/">l&#8217;allenamento a distanza</a></strong>?</p>
<p>Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che non è il &#8220;tempo&#8221; dedicato all&#8217;attività fisica ma &#8220;la qualità&#8221; e la &#8220;personalizzazione&#8221; che fanno la differenza.<br />
Quindi<strong> per ottenere il proprio obiettivo</strong>, che sia il semplice dimagrimento o la tonicità o la performance, bisogna <strong>effettuare soltanto programma individualizzati e personalizzati</strong>, altrimenti tutto è inefficace.</p>
<p><strong>Come fare se non si conosce uno specialista?</strong><br />
Questo è il vantaggio dell&#8217;allenamento a distanza, avere uno specialista anche a 2000km ma che possa disegnare un programma su misura, impossibile?</p>
<p><a href="http://www.scienzedellosport.it/wp-content/uploads/2011/07/img_02-Jul.-15-22.52.jpg" rel="lightbox[251]"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.scienzedellosport.it/wp-content/uploads/2011/07/img_02-Jul.-15-22.52.jpg" alt="" width="80" height="78" /></a><strong>L&#8217;abbiamo chiesto ad un esperto</strong>, Gian Mario Migliaccio, dottore di ricerca in Scienze dello Sport all&#8217;Università di Roma Tor Vergata: <em>&#8220;<strong>Allenarsi a distanza è ormai diventato un sistema collaudato e perfettamente fattibile anche in Italia</strong>, è vero. </em><br />
<em>Le metodiche che consentono di monitorare l&#8217;allenamento &#8211; ed ovviamente i progressi &#8211; sono standardizzate nel mondo grazie alle numerose evidenze scientifiche. <strong>Si può avere un consulente a disposizione ed effettuare gli allenamenti in qualunque località</strong>. A questo punto si ottengono <strong>numerosi vantaggi</strong>: si sceglie la qualità perchè si può scegliere il professionista più adatto, si risparmia perchè non c&#8217;è il costo della &#8220;presenza sul campo&#8221; e si può dedicare qualche risorsa all&#8217;acquisto di attrezzature professionali per monitorare l&#8217;attività.&#8221;</em></p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.scienzedellosport.it/wp-content/uploads/2011/07/Online-Personal-Trainer-picture.jpg" alt="" width="143" height="215" /><strong>Scienze dello Sport ha attivato un servizio di consulenza online attivo esclusivamente con Professionisti con requisiti minimi:<br />
</strong></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: normal;">Laurea specialistica in Scienze e Tecniche dello sport e/o Preventiva ed adattata.</span></li>
<li><span style="font-weight: normal;">Dottorato di ricerca, PhD, in tematiche attinenti l&#8217;allenamento e/o la fisiologia dello sport</span></li>
<li><span style="font-weight: normal;">Specializzazione post laurea con Master Universitario di 1° livello (per laureati in Scienze Motorie) e di 2° livello per laureati specialisti.</span></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<ul style="display: inline !important;">
<li style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong><strong>Questi sono i requisiti minimi, poichè &#8220;L&#8217;Allenamento personalizzato&#8221; comporta dei radicali cambiamenti nell&#8217;organismo (benefici) è necessaria una forte esperienza in tematiche attinenti alla fisiologia dello sport e conseguentemente un filo diretto con gli specialisti in medicina dello sport.</strong></strong></span></li>
</ul>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.scienzedellosport.it/allenamenti-individuali/"></p>
<ul style="display: inline !important;">
<li style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong><strong> </strong>Per avere indicazioni più specifiche cliccare qui</strong></span></li>
</ul>
<p></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<fb:like href='http://www.scienzedellosport.it/allenamento-individuale-e-personale-a-distanza/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><span class="fb_share"><fb:like href="http://www.scienzedellosport.it/allenamento-individuale-e-personale-a-distanza/" layout="box_count"></fb:like></span>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Valutazione della soglia nel nuoto per i Triatleti</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/valutazione-della-soglia-nel-nuoto-per-i-triathleti/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 18:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia allenamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Triathlon è una specialità che prevede una combinata di 3 sport:  Nuoto, Ciclismo e Corsa. In gare particolarmente impegnative, come l&#8217;IronMan, la valutazione della &#8220;soglia aerobica&#8221; diventa fondamentale per una perfetta riuscita di gara. La soglia Aerobica infatti, a differenza di quella anaerobica, consente di definire un passo di gara  che punta al massimo risparmio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Triathlon è una specialità che prevede una combinata di 3 sport:  Nuoto, Ciclismo e Corsa.<br />
In gare particolarmente impegnative, come l&#8217;IronMan, la valutazione della &#8220;soglia aerobica&#8221; diventa fondamentale per una perfetta riuscita di gara.<br />
La soglia Aerobica infatti, a differenza di quella anaerobica, consente di definire un passo di gara  che punta al massimo risparmio del glicogeno ed ad un utilizzo del metabolismo lipidico.<br />
L&#8217;Iron Man è una gara che prevede 3,8km di nuoto, 180km in bici e, per concludere, una maratona in atletica. Il Tutto senza soste per una durata vicina alle 10 ore di percorrenza.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.scienzedellosport.it/wp-content/uploads/2011/06/ScreenHunter_04-Jun.-21-19.53.jpg" alt="" width="208" height="310" />In  condizioni di questo tipo non è quindi importante la misurazione della soglia anaerobica poichè, a questa velocità, utilizzeremmo una miscela di glicogeno e lipidi, vicina al 50%. Dopo la frazione a nuoto le riserve sarebbero quindi compromesse e non sarebbe possibile proseguire la gara.</p>
<p>Per la valutazione della soglia aerobica abbiamo quindi ipotizzato un protocollo incrementale sui 5x300m dove la velocità del 5° era inferiore alla velocità di soglia anaerobica e, dal 4° al 1°, abbiamo aggiunto 10&#8243; ogni 100m.</p>
<p>Ogni atleta veniva quindi fatto partire a velocità standardizzate, assolutamente fondamentale per questo test, e per ottenere questo risultato ci siamo orientati sul sistema <strong>&#8220;Virtual Trainer&#8221; della Aqvatech di Torino</strong>. Con questo sistema abbiamo inserito una &#8220;lepre&#8221; visiva e subaquea che scorrendo sotto il nuotatore consentiva di nuotare esattamente alla velocità richiesta.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.scienzedellosport.it/wp-content/uploads/2011/06/ScreenHunter_05-Jun.-21-19.54.jpg" alt="" width="208" height="216" /></p>
<p>Ad ogni 300m veniva prelevato il lattato e la partenza veniva fissata con 1minuto di riposo.</p>
<p>L&#8217;effettuazione della curva &#8220;velocità-lattato&#8221; ha consentito di ottenere la giusta velocità per ognuno dei triathleti.</p>
<p>Con appositi cronometri in gps gli atleti possono quindi nuotare, anche a mare, alla corretta velocità per la frazione a nuoto senza intaccare irrimediabilmente le scorte di glicogeno.</p>
<p><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Si ringrazia:</strong><br />
Prof. Nardino Degortes &#8211; Professore di Metodologia dell&#8217;Allenamento Univ.Cagliari<br />
Dott. Filippo Tocco &#8211; Medico dello Sport Univ.Cagliari<br />
Dott. Gian Mario Migliaccio &#8211; Dottore di Ricerca Univ.Roma Tor Vergata<br />
Dott.Giuseppe Attene &#8211; Specialista in Scienze dello Sport<br />
Cesare Floris &#8211; Allenatore e nuotatore</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dimagrire massa grassa ed aumentare massa magra</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/dimagrire-massa-grassa-ed-aumentare-massa-magra/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 11:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[massa grassa]]></category>
		<category><![CDATA[massa magra]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte quando si tratta di voler dimagrire si tende sempre a pensare alla dieta. Questo è sicuramente un passaggio importante, se la dieta è seguita da un professionista in nutrizione, ma ci sono anche altre soluzioni importanti. In questo articolo che citiamo vengono sinteticamente presentate le tre possibili soluzioni per quando si vuole dimagrire: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte quando si tratta di voler dimagrire si tende sempre a pensare alla dieta. Questo è sicuramente un passaggio importante, se la dieta è seguita da un professionista in nutrizione, ma ci sono anche altre soluzioni importanti.</p>
<p>In <a title="Mangiare e dimagrire" href="http://www.gli-esperti.it/article-243100-mangiare-di-piu-e-dimagrire-si-puo.html">questo articolo</a> che citiamo vengono sinteticamente presentate le tre possibili soluzioni per quando si vuole dimagrire:</p>
<ul>
<li>dimagrire con dieta</li>
<li>dimagrire con attività fisica</li>
<li>dimagrire con dieta ed attività fisica</li>
</ul>
<p>Le soluzioni sono importanti, i risultati decisamente diversi. Buona lettura.</p>
<fb:like href='http://www.scienzedellosport.it/dimagrire-massa-grassa-ed-aumentare-massa-magra/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><span class="fb_share"><fb:like href="http://www.scienzedellosport.it/dimagrire-massa-grassa-ed-aumentare-massa-magra/" layout="box_count"></fb:like></span>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Mettersi in forma con una wellness ball, anche nel Nuoto</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/mettersi-in-forma-con-una-wellness-ball/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 11:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preparazione atletica]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sfera in PVC riempita d’aria. E null’altro. Sembra strano nel mondo del Fitness iper tecnologico ma è così, la wellness ball (chiamata anche  swiss ball, fit ball etc) è lo strumento che non dovrebbe mai mancare in ogni casa. Facile da usare e da conservare consente centinaia di esercizi per una straordinaria varietà di gruppi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una sfera in PVC riempita d’aria.</strong> E null’altro.<br />
Sembra strano nel mondo del Fitness iper tecnologico ma è così, la wellness ball (chiamata anche  swiss ball, fit ball etc) è lo strumento che non dovrebbe mai mancare in ogni casa.</p>
<p>Facile da usare e da conservare consente centinaia di esercizi per una straordinaria varietà di gruppi muscolari, uniti da un filo conduttore:  l’instabilità durante l’esercizio.</p>
<p>Questo aspetto è infatti il principale valore aggiunto che dovrebbe far pensare a come poter avere dei grandi vantaggi dalla wellness ball. L’instabilità consente infatti di poter effettuare gli esercizi effettuando, in ogni momento, dei micro-movimenti di compensazione a carico della muscolatura posturale.</p>
<p><a href="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/ScreenHunter_03-Jun.-14-11.29.gif" rel="lightbox[221]"><img class="alignright" style="margin: 5px;" title="ScreenHunter_03 Jun. 14 11.29" src="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/ScreenHunter_03-Jun.-14-11.29.gif" alt="" width="175" height="82" /></a><br />
Significa quindi che nel mentre si effettua un esercizio non particolarmente complesso, ad esempio a carico della muscolatura addominale, si sta necessariamente lavorando anche sulla muscolatura degli arti inferiori (che devono mantenere il contatto con il suolo), con i glutei (che devono matenere il contatto con la wellness ball) ed anche con la muscolatura del tronco e degli arti superiori (perchè devono garantire l’assetto in equilibrio).</p>
<p>Chi conosce questo attrezzo sa bene che 15minuti di lavoro son ben più intensi di quanto fatto con le comuni macchine da palestra proprio perchè tutta la catena cinetica è impegnata ed il costo muscolare dell’intero corpo più alto.</p>
<p><a href="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/ScreenHunter_04-Jun.-14-11.40.gif" rel="lightbox[221]"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="ScreenHunter_04 Jun. 14 11.40" src="http://www.technogym.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/ScreenHunter_04-Jun.-14-11.40-271x300.gif" alt="" width="190" height="210" /></a>Ed allora mai più palestra? Assolutamente no. La Wellness ball è un utile strumento, integrativo, al benessere.<br />
Consente di lavorare sulla parte anaerobica del metabolismo e quindi sfruttare l’incremento di forza e quindi migliorare la tonicità dei muscoli e della postura in generale.</p>
<p>Ovviamente un velocista in Atletica non si allena come un Maratoneta o un Triatleta dell’Iron Man e quindi anche in questo caso “che allenamento” voler fare è una base di partenza.</p>
<p>E’ sempre consigliato avere un personal trainer come consulente, soprattutto se poi l’attività va svolta presso la propria abitazione o in ambiente naturale all’aperto,  magica idea per l’estate.</p>
<p><a href="http://www.technogym.com/blog/2011/06/cambiare-il-tono-muscolare-con-una-benessere-ball/">[Tratto da Technogym.com] </a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Valutazione dell’effetto di otto settimane di allenamento sulla forza in nuotatori master di livello nazionale</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/valutazione-dell%e2%80%99effetto-di-otto-settimane-di-allenamento-sulla-forza-in-nuotatori-master-di-livello-nazionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Obiettivo dello studio: La velocità nel nuoto dipende dall’interazione di forze propulsive e resistive. Per il nuotatore è  possibile aumentare la velocità di spostamento incrementando la forza propulsiva prodotta o riducendo la forza resistente con il miglioramento dell’idrodinamica della posizione. Risulta però molto difficile aumentare la forza, o la potenza degli atleti, con allenamenti  in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obiettivo dello studio: La velocità nel nuoto dipende dall’interazione di forze propulsive e resistive. Per il nuotatore è  possibile aumentare la velocità di spostamento incrementando la forza propulsiva prodotta o riducendo la forza resistente con il miglioramento dell’idrodinamica della posizione. Risulta però molto difficile aumentare la forza, o la potenza degli atleti, con allenamenti  in acqua mentre, d’altra parte, un potenziamento muscolare ottenuto in un “training a secco”, pone ai tecnici il problema della sua reale trasferibilità in propulsione natatoria (Neufer 1987, Tanaka 1993). Tra i metodi di potenziamento “a secco” del nuotatore uno dei più noti ed utilizzati è stato introdotto da <em>Gilles Cometti </em>(Cometti 1988, Cometti 1990), ma non ci sono, allo stato attuale, evidenze scientifiche che ne dimostrano l’efficacia. Obiettivo di questo studio è quello di verificare se un incremento delle potenzialità muscolari ottenute con il Metodo Cometti può essere causa di effetti migliorativi sulla propulsione in acqua. Per la  misurazione diretta della forza propulsiva in acqua, saranno utilizzate test di nuoto frenato (tethered) e parzialmente frenato (semi-tethered) validati in letteratura come metodi in grado di verificare un incremento della performance (Hooper 1998, Mitchell 1993).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Materiali e metodi: Il campione sara’ reclutato tra nuotatori della categoria master del territorio regionale, con regolarità di allenamento ed in possesso dei tempi  limite per i campionati nazionali(~10 tester, ~10 gruppo di controllo). Ai tester sarà proposto un protocollo di allenamento, a secco, basato sul “Metodo Cometti” e ne sarà valutata la trasferibilità alla nuotata.</p>
<p>Tutti i soggetti saranno sottoposti a 2 batterie di test  di valutazione, prima della somministrazione del protocollo di allenamento, in itinere ed al termine del periodo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a)     A secco, con valutazione della forza e della potenza nei principali gruppi muscolari della catena cinetica del nuotatore a crawl.</p>
<p>b)     In acqua, nella specifica dello stile crawl, con valutazione di tethered test di 15” (Yater  1981, Dopsaj 2000) di semi-tethered test (Shinoja 1999) e di sprint di 15m alla max velocità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’acquisizione dei dati sarà effettuata mediante dinamometro Portatile PCE-FM1000 collegato a cavo elastico per il nuoto frenato. Per la valutazione del nuoto semi-frenato sarà utilizzato un freno a “resitenza calibrata modulabile” costituito da un freno elettromagnetico, da una carrucola e da un sistema di supporto con cuscinetti, da installare in prossimità del blocco di partenza. Sul cavo che si avvolge sulla carrucola, saranno collegati in serie un trasduttore di forza trazione/compressione miniaturizzato da 500 N (Tecsis F2220) ed un amplificatore/datalogger (Tecsis E3907) per la raccolta dei dati. Il datalogger sarà a sua volta collegato ad un PC via RS-232 per il monitoraggio in tempo reale del carico mediante un software sviluppato in ambiente LabView. Per la valutazione della velocità di nuoto saranno cronometrati i 15m centrali di un test sui 25m, al meglio di 3 prove. Tutti i rilievi cronometrici saranno determinati con analisi video: Hi-Speed 1000 f/s. Il gruppo di nuotatori di controllo effettueranno lo stesso allenamento in piscina ma non il programma supplementare a secco,</p>
<p>Dei dati rilevati nei 2 gruppi saranno riportate medie e deviazioni standard e confrontati nella relazione del test di Student per coppie di valori verificando eventuale significatività al livello di α=0.05</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aspettative: I risultati della ricerca dovrebbero dimostrare l’effetto della trasferibilità della preparazione a secco sull’effettivo miglioramento della velocità di nuoto e con il miglioramento delle prestazioni nei test di performance. Le informazioni ottenute potranno essere oggetto di discussione con i tecnici ed avere ricadute applicative sulle metodologie utilizzate per l’allenamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tempistica : da maggio a settembre 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le basi del riscaldamento dinamico nei diversi sport</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/il-riscaldamento-dinamico-nei-diversi-sport/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 21:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione atletica]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8216;warm up&#8216;, o riscaldamento, utilizzato per la partecipazione a qualsiasi periodo pre-gara o pre-allenamento è considerato  come essenziale per ridurre al minimo gli infortuni e il miglioramento delle prestazioni. I metodi con cui nello sport si lavora per raggiungere questo obiettivo sono tutt&#8217;altro che empirici ma si fondano su evidenze scientifiche. Il warm-up va però differenziato sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il<strong> &#8216;warm up</strong>&#8216;, o riscaldamento, utilizzato per la partecipazione a qualsiasi periodo pre-gara o pre-allenamento è considerato  come essenziale per ridurre al minimo gli infortuni e il miglioramento delle prestazioni.<br />
I metodi con cui nello sport si lavora per raggiungere questo obiettivo sono tutt&#8217;altro che empirici ma si fondano su evidenze scientifiche.<br />
Il warm-up va però differenziato sulla base sia dello sport (individuale o di squadra, di potenza o resistenza etc) che sulla base delle caratteristiche dell&#8217;atleta.<br />
Il metodo di riscaldamento utilizzato da molti sport dinamici (sia di squadra<br />
che individuali) include in genere un periodo iniziale intorno al campo, o in vasca nel nuoto,  seguito da 10-15 minuti di stretching statico.<br />
Questo è quindi seguito da una serie di esercizi tecnico-specifici per portare quindi gli atleti ad iniziare la loro sessione di allenamento o pre-gara.</p>
<p><strong> La base fisiologica</strong> per un warm up efficace  include:</p>
<ul>
<li>Aumento di temperatura interna, considerando che un aumento della temperatura di almeno un grado Celsius sembra essere sufficiente.(deVries 1980).</li>
<li>Aumento della frequenza cardiaca e il flusso di sangue ai tessuti scheletrici, (Karvonen 1978) che migliora l&#8217;efficienza ed il trasporto del consumo di ossigeno (deVries 1980).</li>
<li>La rimozione del biossido di carbonio (Karvonen 1978)</li>
<li>La rimozione e ripartizione dei sottoprodotti del metabolismo anaerobico, ad esempio il lattato. (Karvonen 1978),</li>
<li>Aumento dell&#8217;attivazione del Sistema Nervoso Centrale, che quindi migliora la coordinazione e l&#8217;abilità e precisione ed il tempo di reazione.(Hill 1927, Shellock e Prentice 1985, deVries 1980)</li>
<li>Aumento della velocità e la forza del muscolo contrazione e l&#8217;efficienza meccanica contrattile, attraverso l&#8217;innalzamento della temperatura del muscolo. (Bergh 1980,  deVries 1980),</li>
<li>Aumento dell&#8221;elasticità del tessuto connettivo, con conseguente minore incidenza di lesioni tendineo-muscolari. (Lehmann et al 1970, Sapega et al 1981).</li>
</ul>
<p>Il risultato delle risposte sopra elencate consentono all&#8217;atleta una maggiore capacità di fare lavoro fisico (Bergh Ekblom e 1979), caratteristica questa che è estremamente importante per gli sport che richiedono alta intensità di lavoro a breve durata, ad esempio sprint e di salto (Bergh 1980, Karvonen 1978).</p>
<p>Il miglioramento del sistema nervoso è particolarmente utile per gli atleti coinvolti negli sport che richiedono alti livelli di coinvolgimento muscolare e di movimento, come per gli atleti degli sport di squadra.</p>
<p><span id="more-182"></span></p>
<blockquote><p><a href="http://www.elitetrack.com/article_files/warmup.pdf">REFERENCES</a></p>
<ul>
<li>Bale, P. and James, H. 1991. Massage, warm-down and rest as recuperative measures after short termIntense exercise. Physiotherapy In Sport. 13:44.</li>
<li>Reaulleu, JY_ 1981. Developing a stretching program. Phys. &amp; Spts Med. 9:59-69.</li>
<li>Bergh, V. &amp;  Ekbioni~ B. 1979.  Physical performance and peak aerobic power at different bodytemperatures. J. Appl. Physiol. 46:885.889.</li>
<li>Bergh, V. 1980. Human power at subnormal body temperatures.  Acta Physiol Scand. 478.(suppi.):1-39.</li>
<li>Blomstrand, E.,  Bergh, V,  Essen-Gustausson, B. &amp;  Ekblom, B. 1984. Influence of low muscletemperature on muscle metabolism during  Intense dynamic exercise.  Acta.  Physiol. Scand.120:229-236.</li>
<li>deVries,  HA, 1980.  Physiology of Exercise for Physical Education and Athletics</li>
<li>Wilfiain C.Brown,Dubuque.Hagerman, F.C. 1981. Post-exercise pain. Oarsman, 13:14.17.</li>
<li>Kamen, G. 1984. Stretch recovery patterns following exercise with an imposed myostatic stretch. Arch.Phys. Med. and Rehab. 65:178.181.</li>
<li>Karvonen, J. 1978. Warming up and Its physiological effects. Acta Univer. sitatis Ouluensis. Series D.No. 31. Pharmacologica et physiologica. No. 6.Kurz, T. 1990.</li>
<li>Stretching Scientifically. A Guide toFlexibility Training. Stadion Publishing. Cypress.Lchmann, JX, Masock, A.S, Warren, C.G. &amp; Koblanski, Nj. 1970.</li>
<li>Effect of therapeutic temperatures ontendon extensibility. Arch. of Phy. Med. &amp; Rehab. 51:481-487.</li>
<li>Mickelson, T. and Hagerman, F. 1978. Should you take the time for warm-up, warm-down? Oarsman.10:15.19.</li>
<li>Rigby, B. 1964.  The effect of mechanical extension under the thermal stability of collagen.  Biochim.Blophys. Acta. 79:634. 636.</li>
<li>Sapega,  A.A.,  Quedenfeld,  T.C.,  Moyer,  R.A. &amp;  Bulter,  R.A. 1981. Biophysical factors inrange-of-motion exercise. Phys. &amp; Spts Med. 9:57-65.</li>
<li>Shellock, F.G. &amp; Prentice, WX. 1985. Warmup and stretching for  Improved physical performance andprevention of sports-related injuries. Spts. Med.2:267. 278.</li>
<li>Taylor, D.C., Dalton,J.D, Seaber, A.V. &amp; Garrett Jr, W.E. 1990. Viscoelastic properties of muscle-tendonunits: the biomechanical effects of stretching. Am. J. Spts. Med. 18:300-309.</li>
</ul>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Il riscaldamento dei muscoli respiratori migliora la performance dei 200m</title>
		<link>http://www.scienzedellosport.it/il-riscaldamento-dei-muscoli-respiratori-migliora-la-performance-dei-200m-nel-nuoto/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 19:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scienze dello Sport</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante una gara di nuoto una riduzione della forza dei muscoli inspiratori diventa importante nella ricerca della performance. Se il nuotatore effettua un appropriato riscaldamento per i muscoli inspiratori questo riduce l&#8217;insorgenza della fatica ed aumenta la capacità di forza nei muscoli inspiratori. (Original : Cruickshank, A. J., Peyrebrune, M. C., &#38; Caine, M. P. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante una gara di nuoto una riduzione della forza dei muscoli inspiratori diventa importante nella ricerca della performance. Se il nuotatore effettua un appropriato riscaldamento per i muscoli inspiratori questo riduce l&#8217;insorgenza della fatica ed aumenta la capacità di forza nei muscoli inspiratori.</p>
<p><em>(Original : Cruickshank, A. J., Peyrebrune, M. C., &amp; Caine, M. P. (2007). Inspiratory muscle warm-up improves performance in elite swimmers. ACSM Annual Meeting New Orleans, Presentation Number, 1435.)</em></p>
<p>Questo studio analizza gli effetti di uno specifico riscaldamento per i muscoli inspiratori correlato ai risultati di una prova di gara sui 200m crawl.<br />
8 atleti di elite (M = 5; F = 3) sono stati sottoposti allo studio con un protocollo che prevedeva un normale periodo di riscaldamento ed un riscaldamento dedicato sui muscoli inspiratori. Il periodo di riscaldamento è stato seguito da un test di gara sui 200m.</p>
<p>L&#8217;inspirazione con normale periodo di riscaldamento incrementa la massima pressione inspiratoria in due occasioni separate. Il tempo della gara dopo un riscaldamento sui muscoli respiratori, aggiuntivo al normale riscaldamento, è stato significativamente inferiore rispetto al tempo ottenuto dopo un periodo di normale riscaldamento.<br />
Non ci sono state significative differenze nella percentuale di accumulo di lattato nel sangue o nella percezione dello sforzo tra le due diverse prove (scala di Borg)</p>
<p><strong>Implicazioni<br />
</strong>La forza dei muscoli inspiratori può essere incrementata con specifici esercizi di riscaldamento. Un periodo di riscaldamento tradizionale seguito da un riscaldamento specifico risulta essere più performante nella gara dei 200m.</p>
<p><em>Commenti alla ricerca : questo studio, presentato al congresso annuale dell&#8217;American College of Sports Medicine, si sofferma sui vantaggi del riscaldamento e specificatamente sugli effetti di un riscaldamento sui muscoli inspiratori. E&#8217; da considerare che il riscaldamento su tali muscoli può portare ad una iperventilazione da parte del nuotatore che, in molti casi, può non essere produttiva. E&#8217; comunque interessante conoscere il vantaggio di un buon periodo di riscaldamento, molte volte trascurato, quale fondamentale passaggio per la ricerca della migliore performance.</em></p>
<fb:like href='http://www.scienzedellosport.it/il-riscaldamento-dei-muscoli-respiratori-migliora-la-performance-dei-200m-nel-nuoto/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><span class="fb_share"><fb:like href="http://www.scienzedellosport.it/il-riscaldamento-dei-muscoli-respiratori-migliora-la-performance-dei-200m-nel-nuoto/" layout="box_count"></fb:like></span>]]></content:encoded>
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